Le coppie che vivono in abitazioni diverse per salvaguardare spazi e abitudini sono in aumento anche in Italia. Due esperti e tre storie vere ci aiutano a capire i rischi e i vantaggi di questa scelta
Vivere insieme senza essere sposati è diventata prassi, ma negli ultimi anni una nuova forma di relazione si sta facendo spazio. Ormai si può scegliere di essere coppia senza neppure coabitare. Secondo uno studio Usa, 3 coppie su 20 tra i 19 e i 59 anni scelgono una relazione “lat”. La fascia più corposa (20%) ha tra i 30-40 anni, seguita dai 40-50enni. E i “laters” sono sempre più diffusi anche tra gli over 60 e 70. Gli uomini preferiscono sposarsi ed eventualmente risposarsi, mentre le donne, strette tra le incombenze della carriera e il peso della gestione della casa a due, sono più propense ad amare a distanza.

Cosa significa coppia “lat”

A differenza dei “vecchi” fidanzati, che non convivono ancora ma ambiscono a farlo o a sposarsi appena possibile, la coppia “lat” (da “living apart together”, vivere da separati insieme) decide di stare insieme ma a distanza. Una distanza che può essere di chilometri, nei casi in cui il lavoro lo richieda, o anche solo di poche centinaia di metri, se si abita nella stessa città. «È un nuovo modo di stare insieme che coniuga il desiderio di autonomia, spesso dettato da prudenza, precarietà, voglia di dedicarsi alla carriera, con quello di una relazione sessuale e affettiva stabile» sostiene Rita Caccamo, autrice di Strettamente personale. Singles e coppie non conviventi si raccontano (Ed. Nuova cultura), il primo studio scientifico italiano sull’argomento. Ciascuno dei partner “lat” mantiene la sua casa e la sua indipendenza quotidiana, senza la presenza continuativa dell’altro. Sono persone che spesso vengono da relazioni fallite, hanno matrimoni e divorzi sulle spalle, figli e genitori anziani a cui rendere conto, e la “dual residence living” (la vita in doppia residenza) garantisce loro di essere soli e in due allo stesso tempo. Come eterni fidanzati, i “laters” non dormono insieme se non quando ne hanno voglia e trovano nel tempo libero (andare a cena fuori, a cinema, a teatro, in palestra, via per il weekend) il collante della loro unione.

I lati negativi

Ma questo tipo di relazione non è così perfetta come potrebbe sembrare. In una coppia “lat”, infatti, si è sottoposti alla fatica costante di negoziare spazi e tempi per le attività da svolgere insieme, raddoppiano affitti e bollette e non si hanno diritti civili. «Inoltre non si gode nemmeno del senso di rassicurazione che deriva dal sentirsi parte di un disegno più grande delle singole vite dei due innamorati» sostiene lo psicoanalista Leonardo Mendolicchio, autore de Il resto dell’amore. Ciò che si nasconde nella relazione amorosa (ET/ET Edizioni) e dei commenti alle storie nelle prossi- me pagine. «Essere una coppia lat è scegliere di vivere l’amore al massimo ogni giorno, con il rischio però che, in una navigazione a vista, sfugga l’orizzonte».

il fallimento di una relazione amorosa solo perché le precedenti non hanno avuto un esito felice non è mai un buon punto di partenza. Meglio affrontare con coraggio queste paure, cercare di non ripetere i vecchi errori, senza tenere l’altro a una distanza “di sicurezza” che potrebbe non far mai decollare a pieno la nuova unione.